D&D 5° edizione: il classico senza tempo

Dungeon & Dragons (per gli amici D&D) è il papà dei gdr moderni, il gioco da cui tutti noi abbiamo preso ispirazione, giunto ormai alla sua 5° edizione (precedentemente chiamata “Next”).

D&D 5e: cosa c’è di nuovo?

Fra alti e bassi, con i suoi quasi 50 anni, D&D si appresta a farci vivere un nuovo sistema di gioco, realizzato sempre sulla base del d20 system, con alcune migliorie:

  • da una parte arricchito con meccaniche e regole prese dalle versioni del passato;
  • dall’altra snellito con tagli a regolette macchinose e accorpamenti di abilità che rendevano poco fluido il gioco in sé.

Le ambientazioni classiche ci sono sempre: World of Greyhawk, Dragonlance, Forgotten Realms e Ravenloft, tutte ovviamente ritoccate per essere congeniali al nuovo D&D 5e ma senza troppi cambiamenti drastici.

Nell’ultimo periodo, inoltre, sono tantissime le ambientazioni realizzate da autori emergenti e/o case editrici indipendenti. Ad esempio: “Brancalonia: the spaghetti fantasy” edito da Acheron Books o “Historia: dark fantasy renaissance” della Mana Project Studio.

D&D 5e: come evolve la caratterizzazione dei PG

Le razze, come anche le classi, sono le stesse delle precedenti edizioni, con ovvie modifiche ed adattamenti. In particolare le seconde hanno subito modifiche riguardanti le “classi di prestigio” acquisibili dal 3° livello: ogni classe di gioco ha le sue specializzazioni che vanno a caratterizzare il personaggio così tanto, da rendere davvero difficile la possibilità che si abbiano due PG identici nello stesso party. 

Queste CdP (classi di prestigio) sono così performanti da mettere in secondo piano l’idea di un personaggio multiclasse che, invece, risulta essere poco efficace e di lenta crescita, rispetto ad un “classe pura”.

COMMENTO FINALE:

Il setting di D&D 5e permette a tutti, anche a chi non ha mai tirato un dado in vita sua, di approcciare facilmente ad un GDR senza troppe regole ferree; è di veloce intuizione e lascia tantissimo spazio di manovra al Master e ai Giocatori, permettendo loro di risolvere eventuali intoppi, durante la partita, utilizzando la propria fantasia. Non si è costretti a ricorrere continuamente al manuale, rischiando di interrompere il pathos della sessione.

VOTO: 10

Author: Francesco Crescenzi
Ho iniziato a giocare di ruolo, un po' per caso, ai tempi della scuola. Da allora non ho più smesso, ho il GDR così tanto nel sangue che ho 2 d20 tatuati, uno per ogni avambraccio.

1 thought on “D&D 5° edizione: il classico senza tempo

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