DEAD CELLS – una veloce recensione senza spoiler

dead cells recensione

Sono ormai passati più di due anni da quando lo studio francese Motion Twin ha dato definitivamente alla luce Dead Cells, sorprendente rogue-like che, invece di stravolgere i canoni del genere, li ha fatti suoi per creare una perla unica capace di mettere d’accordo migliaia d’utenti.

Questa cupa creatura vede come protagonista un mucchietto di cellule morte (non che ci dovessimo aspettare altro dal titolo) che farà di tutto pur di recuperare la sua identità e riacquistare la memoria.

Nonostante la mancanza di una vera trama, durante il corso del gioco avremo l’opportunità di scoprire stanze segrete, diari e dialoghi che ci permetteranno di aggiungere pezzi ad un mosaico che, via via, si farà sempre più drammatico e angoscioso, in tutto ciò non mancheranno momenti black humour e citazioni a grandi titoli come Dark Souls, Alien o Castlevania, da cui lo stesso Dead Cells prende enorme ispirazione.

DEAD CELLS Recensione: il gameplay

Il gameplay di Dead Cells ha una fluidità senza pari e si presta a tre differenti approcci principali, accompagnati da una moltitudine di armi di ogni tipo, tutte completamente differenti tra di loro, cosa che riesce a bruciare l’enorme tasto dolente della ripetitività che affligge ogni gioco di questo genere.

Tuttavia questa opera non è esente da difetti e, nonostante nel 2018 abbia vinto il Game Award come miglior gioco d’azione, è doveroso sottolineare che il primo DLC “Rise of the Giant” non solo nasconde varie aree di gioco e ben due boss (su 7 totali, compreso il secondo DLC “Bad seed”) dietro un livello di difficoltà che potrebbe intimorire alcuni giocatori, ma rovina dei colpi di scena attraverso alcune sequenze comiche che, seppur divertenti, distruggono completamente l’atmosfera tragica e cupa caricata fino a quei momenti.

DEAD CELLS Recensione: l’importanza dell’arte

Dead Cells sfrutta tantissime aree di gioco uniche, una varia palette cromatica e sfondi enormemente suggestivi e stranamente godibili che – certamente – determinano la grandiosità dell’opera, accompagnati da colonne sonore magnifiche (reperibili sul canale YouTube del compositore “Valmont”), suoni piacevoli e decisioni di game design che, invece di rendere il gioco l’ennesimo rogue-like, lo hanno trasformato nell’Uomo Vitruviano del genere, un vero e proprio esempio da cui partire per ogni opera futura dello stesso genere.

Il gioco è disponibile su PS4, Xbox One, PC e mobile.

Che la Non Morte sia con voi!

Author: Luca Brasiliano
Giovanissimo abruzzese forgiato dalla cultura pop e dai romanzi dei grandi Tolkien, Asimov e Lovecraft. Attivo membro dell'associazione ludica San Benedettese "Spazio Ludico" ed ex-studente di disegno e sceneggiatura alla scuola di fumetto adriatica, ha conosciuto il mondo dei Giochi di Ruolo da tavolo a circa 14 anni per diventare un Narratore a 16 e tutt'ora gioca e narra quasi quotidianamente molteplici GDR italiani e non. Oltre a questo è anche un videogiocatore che rimanendo nella sua nicchia di "qualche ora a settimana" può vantare una conoscenza decente della cultura videoludica su console, PC e mobile.

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