Tutto il mondo gaming è allerta per la brutta sorpresa ricevuta da CD Projekt RED. Secondo Fabian Wosar di Emisoft, la software house polacca è stata vittima di un hacking perpetrato – apparentemente – dal gruppo conosciuto come “HelloKitty”.
Brutta notizia nella brutta notizia: sembrerebbe che siano stati sottratti e già venduti all’asta dump che includevano il codice sorgente di diversi giochi (tra cui elementi di The Witcher 3 e proprio Cyberpunk 2077). Ma non è solo di questo che parleremo oggi.

Il 22 gennaio 2021 CD Projekt RED ha rilasciato per console e PC la prima “corposa” patch di Cyberpunk 2077 con lo scopo di risolvere i numerosi bug e problemi tecnici che hanno infestato il videogioco e che hanno fatto tanto infuriare i fan. Dopo mesi di accese discussioni sul tanto atteso capolavoro della software house polacca – che si è rivelato essere nettamente inferiore alle aspettative – la casa produttrice dichiara di aver “messo una pezza” sulla questione avendo introdotto numerosi fix che migliorano grafica e fluidità di gioco ma soprattutto risolvono numerosi bug. Scopriamo quindi insieme come è cambiata Night City dopo questi interventi. Ricordo ai lettori che questa recensione si riferisce a tutte le versioni disponibili del gioco, sia next-gen che old-gen, ma in particolare alla versione PS4 della quale ho esperienza diretta (PS4 Slim).

Cosa aspettarci dalla nuova Patch di Cyberpunk 2077

Senza girarci intorno, con molta franchezza, i miglioramenti ci sono, ma non sono sostanziali e risolutivi della situazione generale in cui versava il gioco, in particolare su old-gen. Su next-gen e PC infatti, il prodotto girava già discretamente e molti dei bug presenti, soprattutto quelli più fastidiosi, erano stati già sistemati con numerosi fix rilasciati a pochi giorni dal lancio. Questa patch di fatto non fa altro che migliorare la resa grafica del gioco e rendere l’esperienza in generale più fluida, sia dal punto di vista dei bug che del frame-rate, ormai pressoché stabile sui 60 fps. Discorso a parte per la versione old-gen: la grafica rimane quasi invariata, migliora leggermente negli spazi chiusi della città dove quindi sono presenti minori dati da elaborare per la console, mentre il frame-rate soffre ancora di cali evidenti e molto fastidiosi, così come persiste la presenza di pop-in piuttosto ritardati, soprattutto alla guida, con oggetti, NPC e scenari che compaiono dal nulla dopo svariati secondi. Il problema maggiore di cui soffre questa patch risulta però l’introduzione di un vistoso bug riportato dalla comunità dei fan che addirittura impedisce il proseguimento della storia principale; sembra però che CD Projekt RED abbia presto risolto questo problema con il rilascio di una “mini patch” subito dopo.

Parere personalissimo sul prodotto CD Project RED

Dopo questa prima patch maggiore e dopo aver trascorso un buon numero di ore tra Night City e dintorni è arrivato anche il momento di trarre delle conclusioni più precise sul prodotto di CD Project RED rispetto al precedente articolo, sicuramente influenzate dalle emozioni scatenate dall’esperienza del day-one. Di fatto il bilancio sul prodotto è ancora piuttosto positivo: l’esperienza è gradevole e a renderla tale contribuisce in gran parte la storia che risulta originale, travolgente e piuttosto ramificata anche per quanto riguarda le missioni secondarie, assolutamente da non sottovalutare. I problemi tecnici rimangono, ma l’esperienza non ne risente al punto tale da considerarlo un prodotto scadente, almeno su next-gen e PC. Probabilmente la mia opinione è frutto delle “spalle grosse” fatte giocando a tutti i capitoli di Bethesda, ma mi sento di dire che Cyberpunk 2077 è un capolavoro, non il migliore di tutti i tempi, ma sicuramente uno tra i migliori giochi degli ultimi anni.

La sensazione generale rimane la stessa anche per quanto riguarda la filosofia aziendale alle spalle del prodotto: Cyberpunk 2077 sembra pensato per next-gen, la versione old-gen è solo una brutta copia depotenziata, non vi è traccia infatti di ottimizzazioni. Probabilmente a questo punto sarebbe stato meglio farlo uscire come esclusiva next-gen ritardandolo ulteriormente così da avere il tempo per una maggiore cura e magari per inserire qualche cosa in più nel gameplay, ma è plausibile che la software-house abbia scartato questa ipotesi temendo rivolte di massa. Di fatto, alla luce di questi ragionamenti, il videogioco sembra essere una promettente stella dello sport che però si infortuna gravemente alla sua prima stagione professionistica; forse sarà dimenticato, forse risorgerà dalle ceneri come una fenice (strizziamo l’occhio al multiplayer) quello che resta è però un pizzico di amarezza per chi, come me, aveva delle grandi aspettative.

In conclusione di questo articolo mi sento di dare un consiglio a coloro che ancora non hanno acquistato il gioco o che ne hanno giocato solo pochissime ore: aspettate, aspettate la versione next-gen e il multiplayer perché questo non è il gioco che vi immaginate, ma soprattutto non è il gioco che meritiamo, non fate il mio errore altrimenti verrete risucchiati da un vortice dal quale è difficile uscire e vi ritroverete in poche sere ad aver collezionato ore ed ore di gioco tra forti emozioni ma anche tante arrabbiature.

A cura di Andrea Montanari

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