Cinema e Videogiochi: una sinergia efficace

Nel corso degli ultimi decenni, grazie anche ai nuovi mezzi a disposizione, le produzioni cinematografiche hanno spesso strizzato l’occhio al mondo del gaming.

D’altra parte, anche sulle nostre console e pc sono arrivati videogiochi sempre più simili a film: dalle opere della Quantic Dream (Heavy Rain, Beyond, Detroit: Become Human) in cui si viene catapultati in storie interattive la cui narrazione e le immagini assumono toni registici,  all’utilizzo della Motion Capture in prodotti come Cyberpunk 2077 in cui attori del calibro di Keanu Reeves prestano volto e corpo ai personaggi giocabili.

Il cinema giova delle nuove tecnologie

La digitalizzazione delle post-produzioni, la scelta di passare da 24 a 48 fotogrammi al secondo, hanno reso alcuni film sempre più simili a videogiochi.
Chi non ha avuto questa sensazione nel guardare pellicole come “Il Signore degli anelli”, “Edge of Tomorrow” o anche il più recente “1917”.

Sebbene questa convergenza tra i due media si sia rafforzata negli ultimi anni per far fronte alle maggiori vendite dei videogiochi rispetto ai film, la sua storia affonda le radici in tempi più remoti, quando gli effetti speciali non erano nemmeno lontanamente vicini a ciò che vediamo ora e i risultati furono spesso discutibili dando tuttavia vita a veri e propri cult.

In questo articolo cercheremo di ripercorrere la storia di questa relazione intensa tra Cinema e Videogiochi.

Tutto iniziò con un idraulico.

Siamo nel 1993.
Sugli schermi delle nostre sale appare il volto baffuto dell’idraulico italiano più famoso del mondo.
Sì, esatto! Parlo di Super Mario Bros

Rocky Morton e Annabel Jankel dirigono Bob Hoskins (Mario), John Leguizamo (Luigi) e Dennis Hopper (Koopa) in una particolare rivisitazione del celebre e longevo gioco della Nintendo.
Non un mondo colorato il cui sport nazionale è saltare per colpire mattoni con la testa ma una realtà più cupa e futuristica.
L’idea di base è la creazione di un mondo parallelo in seguito alla caduta del meteorite che estinse i dinosauri milioni di anni fa.
Il film non venne accolto positivamente dal pubblico, né dalla critica e tanto meno dagli attori stessi.

Fortunatamente recuperò in seguito divenendo un film imperdibile per gli amanti del genere.

Trascorse solo un anno e… HADOUKEN!

Botte, esplosioni e ancora botte!
Tra il 1994 e il 1995 vennero portati al cinema ben tre celebri picchiaduro che all’epoca spopolavano molto più di quanto non fecero in seguito.

Double Dragon diretto da James Yukich, Street FighterSfida finale di Steven E. de Souza e Mortal Kombat diretto da Paul W. S. Anderson.

Se il primo è finito nell’oblio lo stesso destino non spettò agli altri due.

Certo, Street Fighter ha i suoi difetti ma anche qui ci troviamo al cospetto di un grande cult da vedere con spirito di conoscenza e soprattutto per il Bison interpretato dal compianto Raul Julia e dell’ americanissimo Guile di Jean-Claude Van Damme. 

Ben più riuscito fu Mortal Kombat, capace di catapultare lo spettatore in atmosfere e ambientazioni molto simili al videogioco.
L’inconfondibile tema musicale e personaggi somiglianti come Sub-Zero, Goro e il Raiden interpretato da Christopher Lambert, valsero un maggiore successo per la produzione tanto da indurli a girare un sequel nel 1997.

“Non c’è riposo contro i malvagi.”

Il nuovo millennio ha portato con sé novità ed innovazioni sia nel campo videoludico con la seconda generazione di console, sia nel mondo del cinema.

Nel 2001 vengono trasposti al cinema due icone dei videogiochi:
Lara Croft: Tomb Raider, diretto da Simon West e con una meravigliosa Angelina Jolie, ripercorre le gesta e le acrobazie della sinuosa e affascinante archeologa in un film che si avvale di scenari mozzafiato e situazioni alla Indiana Jones.
Riconosciuto come il primo blockbuster di successo ispirato a un videogioco, ebbe anche un sequel nel 2003, Tomb Raider: La culla della vita diretto da Jan de Bont, purtroppo stroncato duramente dalla critica, e un reboot nel 2018: Tomb Raider di Roar Uthaug con una splendida Alicia Vikander.

Final Fantasy (Hironobu Sakaguchi e Moto Sakakibara) è invece il primo lungometraggio dalla fotografia realistica realizzato interamente in CGI. Sebbene si basi su nessuno dei titoli della saga, ne riprende invece la concezione di Gaia come pianeta vivente.
Nel 2005 verrà prodotto un secondo film, questa volta ispirato ad un ben più famoso e amato capitolo: Final Fantasy VII: Advent Children diretto da Tetsuya Nomura e Takeshi Nozue, si propone come sequel diretto dell’avventura di Cloud Strife e compagni. Il risultato è un’opera imperdibile per gli amanti del videogioco (e di Sephirot).

Under my Umbrella, ella, eh eh.”

No, il prossimo titolo non riguarda Rihanna ma un videogioco che ancora oggi riesce a parlare al pubblico grazie ai recenti remake. 

Inizia nel 2002 la saga cinematografica (a chi scrive l’articolo piace più del dovuto) degli zombi più famosi delle console.

Resident Evil diretto da Paul W. S. Anderson vede  una Milla Jovovich in gran forma combattere a suon di proiettili, lame e pugni contro le creature nate dal Virus T creato dalla Umbrella Corporation.

Sebbene la saga faccia storcere il naso agli amanti del videogioco il successo al botteghino fu tale da valere la produzione di ben cinque sequel prodotti fino al 2017.

Non sarà un prodotto per palati fini ma siamo di fronte all’intrattenimento allo stato puro!

Una madre è Dio agli occhi del figlio.”

Negli altri successivi furono diversi i connubi tra cinema e videogames.
House of  the dead ( 2003) a tema zombie e la commedia Postal (2007), entrambi di Uwe Boll, per citarne un paio. 

Nel 2006 però arrivò una vera perla, il film maggiormente riuscito in tema videogiochi se non il migliore. 

Parliamo di Silent Hill diretto da Christophe Gans.

Seppur con le dovute differenze, la pellicola riprende la storia del primo capitolo della saga survival horror narrando con dovizia e delicatezza la terrificante storia di una madre, Rose da Silva (Radha Mitchell) alla ricerca della figlia Sharon (Jodelle Ferland) nella maledetta cittadina di Silent Hill.

Le atmosfere e i vari personaggi come le terribili infermiere rendono giustizia tanto al film quanto al videogioco e, nonostante sia chiaramente un horror, non mancheranno momenti emotivamente intensi (io mi commuovo n.d.a.).

Riavvolgiamo le sabbie del tempo

Anzi, andiamo avanti di qualche anno. 

Arriviamo al 2010 quando Jake Gyllenhaal venne scelto dal regista Mike Newell per impersonare Dastan, in Prince of Persia – Le sabbie del tempo.

Ispirato alla saga omonima ma rimanendo un capitolo a parte, troviamo tutti gli elementi che hanno caratterizzato i videogiochi, dalle armi alla già citata sabbia del tempo.

La pellicola ha ricevuto pareri discordanti ma rimane comunque un’opera gradevole, adatta per trascorrere una serata senza impegnarsi troppo.

Da segnalare la presenza di Ben Kingsley nel ruolo dello zio di Dastan… è sempre un piacere vederlo recitare.

Assassini, parkour, orchi.

Altre opere degne di nota, sebbene non sempre l’opinione della critica o del pubblico sia stata positiva, sono senza dubbio quelli che hanno portato su schermo personaggi iconici, veri e propri influencer delle ultime generazioni. 

Passando per Tekken, film del 2010 diretto da Dwight H. Little,  Hitman – L’assassino (2007 Xavier Gens) e Hitman: Agent 47 (2015 diretto da Aleksander Bach), arriviamo fino all’amatissima e popolare saga dell’assassino più famoso del mondo: Assassin’s Creed, film del 2016 diretto da Justin Kurzel. Nei panni dell’atletico incappucciato troviamo Michael Fassbender in una storia originale ambientata nell’universo che già conosciamo, dal progetto Animus, al Salto della fede, passando per le celebri lame nascoste. 

Lo stesso anno ha visto l’uscita nelle sale di Warcraft – L’inizio. Tratto da Warcraft: Orcs & Humans per la regia di Duncan Jones.
Un po’ di fantasy tradizionale non guasta mai. 

“Scelgo te!”

Arriviamo ai giorni nostri con un paio di “operazioni nostalgia”.

Avrete già capito che sto parlando di Pokémon: Detective Pikachu, film del 2019 diretto da Rob Letterman e ispirato all’omonimo videogioco.
Nella pellicola ritroviamo non soltanto la piccola e elettrizzante creatura protagonista ma anche Mewtwo e moltissimi altri pokemon che già conosciamo. 

La seconda produzione per malinconici del passato è il recentissimo Sonic – il film diretto da Jeff Fowler e con la partecipazione nelle vesti del Dr Ivo “Eggman” Robotnik di Jim Carrey.

Dopo un avvio lento a causa delle critiche ricevute per l’aspetto del celebre Riccio, il film ha ricevuto una buona risposta tanto al botteghino quanto dalla critica sorpassando a gran velocità il fulmineo Pikachu. 

Cosa ci aspetta in futuro?

Sicuramente attesi sono Monster Hunter  di Paul W. S. Anderson con Milla Jovovich, opera che dovrebbe arrivare nelle sale alla fine di questo tribolato anno per le produzioni (e non solo) e un film di cui è stato annunciato l’avvio delle riprese in questi giorni: Uncharted con Tom Holland -nelle vesti di Nathan Drake– e Mark Wahlberg per la regia di Ruben Fleischer.

Continue…? YES!

In conclusione, non ci sarà mai un Game Over per questa convergenza tra cinema e mondo videoludico.
Sicuramente i prodotti non sono stati tutti all’altezza delle aspettative ma rimangono comunque piccoli memorabilia per gli amanti dei due media.
Chissà che un giorno vedremo in sala proprio quel videogioco che abbiamo tanto amato.
Voi cosa vorreste fosse trasposto al cinema?

Author: Friedrich Ziege
Nasce nei primi '80. Divoratore di libri e cinema horror sin dalla tenera età, presto si appassiona alla scrittura. Dietro la maschera si nasconde una personalità estremamente curiosa di tutto. I suoi punti di riferimento sono Poe, Lucio Fulci, Tolkien e Hideaki Anno. Gli bastano un libro fantasy, una stanza e musica post-rock per stare bene.

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