BioShock: Infinite, lode a un Capolavoro!

BioShock: una storia “Infinita”

BioShock è uno di quei giochi che non necessita in alcun modo di presentazioni. Qualsiasi giocatore ha sentito parlare di Rapture, Big Daddy, Adam e  via discorrendo. Fin dal suo primo esordio la saga si è sempre elevata per un’ ambientazione che fa sia da sfondo che da protagonista all’opera, e per una narrazione geniale e imprevedibile. Ma oggi siamo qui per parlarvi della terza incarnazione della saga, “BioShock: Infinite”, un titolo che ha saputo emozionarci come pochi altri. BioShock: Infinite non è solo un gioco, ma un viaggio intenso e profondo, che ti resta dentro anche dopo aver posato il controller, anche dopo aver tolto il disco.

Il paradiso in terra…costruito nel cielo.

Columbia, il paradiso in terra, l’esasperazione, in tutte le sue accezioni, del sogno americano…l’utopia, costruita dall’ eccentrico Zachary Hale Comstock, sarà il palcoscenico di questo meraviglioso viaggio. Il detective alcolizzato Booker DeWitt viene mandato, per regolare un misterioso conto, a prelevare una giovane ragazza nella grandiosa città fluttuante, Columbia. Non ci spingeremo naturalmente ad altre considerazioni sulla trama, che rischierebbero di rovinarvi un capolavoro di narrazione come questo. I colpi di scena, il significato intrinseco dell’opera, la sua filosofia lo rendono una perla più unica che rara. L’ambientazione è costruita in maniera così minuziosa che fa da vera e propria comprimaria, una città viva, angelica quanto mefistofelica, gloriosa quanto tragica. Il tutto adornato da una colonna sonora magistrale che vanta brani del calibro di “Requiem Mass in D minore” di W.A.Mozart, passando per brani originali iconici e perfettamente amalgamati all’opera nel suo insieme. 

Costanti e variabili…

La produzione vanta inoltre personaggi scritti a regola d’arte. Su tutti spicca la caratterizzazione della comprimaria femminile del gioco, Elizabeth. Un personaggio di uno spessore invidiabile, che vive questa storia al nostro fianco, e sì, avete capito bene cosa abbiamo detto, vive. É impossibile entrare in questo mondo senza affezionarsi a lei, senza percepire le sue spensierate e genuine gioie e senza provare il suo sconfinato e inguaribile dolore! Dolore che sarà cruciale nella parte finale del gioco, un susseguirsi di colpi di scena e rivelazioni che culminano in un finale a dir poco commovente e semplicemente indimenticabile.

C’è sempre un faro, c’è sempre un uomo, c’è sempre una città!

Un’opera senza eguali che non fatichiamo a definire un must per tutti coloro che amano videogiochi non prettamente ludici. Il gioco di fatti si presenta su quel fronte come un solido fps, con un ottimo sistema di shooting, ma che non raggiunge le vette toccate da altri titoli dello stesso genere usciti in quel periodo. BioShock non è mai stato un titolo innovativo nel gameplay, in quanto un mèro pretesto per immergersi ancor di più nella storia che viene raccontata. Dunque, questo fattore non influirà in alcun modo sulla valutazione finale, in quanto il gioco non vuole essere il punto di riferimento per il gunplay di quel periodo. Esso è esattamente ciò che deve essere, senza sbavature, uno dei pochi titoli che non faccio fatica a definire Capolavoro.

BIOSHOCK. IL COMMENTO FINALE:

Citando un saggio scrittore che voi tutti conoscete, “La perfezione si raggiunge non quando non c’è più niente da aggiungere, ma quando non vi è più niente da togliere”, e BioShock: Infinite è esattamente così, semplicemente PERFETTO.

VOTO: 10

Mirko Cottini, o come si fa chiamare da tutti: "Zio Mirko", è un appassionato di videogiochi da quando, a 5 anni, giocò per la prima volta "Crash Bandicot 3 Warped" sulla prima Playstation. Tra l'ingegneria e il lavoro, il tempo per una run a Ultra Nightmare, per platinare Sekiro, per rispedire ai Covenant la loro bomba o simili lo trova sempre!

1 thought on “BioShock: Infinite, lode a un Capolavoro!

  1. Fenomenale!
    Leggere questa recensione mi ha immerso completamente in un mondo ancora tutto nuovo per me, ma per certo posso dire che mi abbia preso, e alla grande!
    Lo recupererò per certo

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